Cosa succede nella coppia quando qualcosa non funziona?

Parole, soltanto parole. Parole tra noi.

Cosa succede nella coppia quando qualcosa non funziona?

 Cosa succede nella coppia quando qualcosa non funziona? 

In questo excursus tra falsi miti, piccoli segreti sul benessere di coppia e sul gioco tra i partner, abbiamo assistito all’evolversi del significato di individualità e intreccio, di dialogo e scambio.

Con uno sguardo attento e curioso abbiamo osservato i movimenti che i nostri piccioncini fanno per diventare partner-complici-amici.

Fantastico. Praticamente si è parlato di ciò che va bene. Ma cosa succede quando qualcosa va storto? Ma soprattutto cosa si fa in queste situazioni?

Bene, prima elencare le possibili fantasmagoriche strategie e le loro potenzialità, proviamo ad immaginare una coppia ingolfata. Con delle concrete e reali difficoltà.

Giusto per complicarci la vita!

Adesso che il gioco si fa duro, si sa, i duri cominciano a giocare.

Suspence!

Ok, l’assassino è il maggiordomo, e la coppia non è statica. Questo lo abbiamo capito.

Tutto evolve nel tempo: i partner crescono, le esperienze aumentano, la comunicazione e la confidenza cambiano.

La coppia, nel costruire la propria identità, attraversa diverse fasi (così come noi abbiamo attraversato le nostre per arrivare qua …a leggere questo blog).

Tutto ciò coinvolge inevitabilmente i partner e i sentimenti in gioco. In questo caso la crisi, se c’è complicità e amicizia, si trasforma in crescita.

Ma se i partner non fossero in grado di coltivarle? Cosa accadrebbe se la coppia venisse pervasa da un senso di rigidità e pesantezza?

Generalmente ognuno di noi ha gli strumenti utili per superare i momenti di difficoltà. Spesso, però, questi possono venir meno.

Questo discorso vale tanto per i singoli individui quanto per la coppia.

Infatti, le strategie utilizzate dalla coppia per superare le difficoltà, possono essere inadeguate per nuove crisi.

Quindi, che si fa?

Uscite di casa, veloci! Correte in libreria a comprare un bel manuale su come viver bene in coppia. Oppure, comodamente da casa, seguite passo per passo un video tutorial.

Ovviamente scherzo, anche se comunque esistono svariati autori (alcuni più autorevoli di altri) e infinte soluzioni (alcune anche divertenti). Ma questa è un’altra storia.

Sicuramente, alla base di tutto, troviamo la motivazione dei singoli partner. Senza questa tutto sarebbe inutile.

Detto ciò, vediamo quali sono gli altri campanelli d’allarme oltre l’assenza di motivazione.

1) Critica

Nel lento sgretolarsi del benessere e dell’equilibrio, i partner tendono a sottolineare e criticare le differenze.

Un asprissimo cocktail di critiche sterili che sicuramente non aiutano a risanare gli animi.

Sappiamo che la coppia funzionale fa buon uso di queste divergenze. Tanto da usarle come valore aggiunto alla propria esperienza.

Evidentemente il problema non sta nella discussione, nell’arrabbiarsi (e ci mancherebbe) o nel non andare d’accordo. Quanto, piuttosto, che queste critiche siano circoscritte e rivolte all’altro per ciò che è e non per ciò che fa.

In breve la critica viene indirizzata generalmente al partner e non verso uno specifico particolare (ad esempio un comportamento o un’azione fatta).

Piccola osservazione: prima di porvi in maniera critica verso l’essenza stessa del vostro partner, provate a chiedervi cosa, nello specifico, vi irrita di lui/lei.

Siamo fatti di preferenze, limiti e aspettative: comunichiamole.

Volete rendere costruttiva una lite? Provate a discutere dello specifico torto, senza criticare nel complesso il vostro interlocutore.

2) Disprezzo

La relazione non è tutta rose e fiori. I partner-complici-amici delle rose sanno anche apprezzare le spine. Ciò non vuol dire che non si pungano ogni tanto, ma che nei momenti di forte difficoltà non inciampano in reazioni di disprezzo. In questi casi si sostiene e valorizza l’altro e la sua individualità, la sua differenza.

Nelle coppie meno armoniose, invece, con il disprezzo si tende ad umiliare l’altro (si spera “inconsciamente”), al fine di ridurne il senso di autostima.

Così come nella critica, anche il disprezzo impedisce qualsiasi forma di dialogo.

Piccola osservazione: spesso possiamo sentirci non amati o non desiderati come vorremmo, ma piuttosto che reagire con disprezzo o critica, abbandoniamo le ostilità e condividiamo queste sensazioni. Per quanto possa essere difficile.

Spesso, con l’idea di salvaguardare la relazione sentimentale, nascondiamo il rancore che deriva da situazioni irrisolte. Questo potrebbe insinuarsi nella coppia aumentando la critica e il disprezzo.

Avete presente la reazione che ottenete unendo Mentos e Coca-Cola? Ecco!

3) Difesa

Critica e disprezzo sono una pessima combinazione. Come la pizza con l’ananas o la carbonara con la pancetta.

Il gatto e la volpe della situazione, la cara critica e l’entusiasmante disprezzo, ci invitano ad assumere un atteggiamento difensivo. Il nostro paese dei balocchi avrà attrazioni limitanti, costrittive, solitarie, buie e silenziose.

In questo paese dei balocchi non possiamo fare quello che vogliamo ma, sentendoci tutt’altro che grandi e forti, ci trasformiamo comunque in asinelli (SPOILER!).

Nel nostro caso, i partner si ingabbiano da soli.

Quanta fretta ma dove corri?! A cercare la giustificazione!

Eh si, perché tra critica e disprezzo i nostri partner tenderanno giustificare i propri agiti. Pronti a mostrare che è tutto in regola e che le critiche dell’altro sono immotivate e immeritate.

Piccola osservazione: Un atteggiamento di auto-giutificazione, come per il tentativo di soffocare il rancore, non produce alcun effetto positivo. Ciascun partner diventa un’isola e smette di interagire emotivamente e sentimentalmente con l’altro. La nostra relazione comincia a vestirsi di un velo di giustificazione e non di spontaneità. Ci sentiremo sempre meno compresi, meno amati e meno desiderati.

4) Ostruzionismo

Indovinate un po’: cosa succede se mi sento criticato, disprezzato e indifeso?

Giusto, ci chiudiamo come un riccio. Ok, probabilmente non avete pensato a questo.

Può capitare che in queste situazioni uno dei due partner cerca di comunicare ma viene ignorato.

Cioè, in breve, zero feedback, zero opinioni, zero scambio, zero contributo.

L’ostruzionismo spesso viene utilizzato con l’obiettivo di evitare il terreno di battaglia ed uscire dal conflitto, ovvero il dialogo con il partner.

In pratica il ragionamento è tipo: “evito di dire la mia così non discutiamo”

Piccola osservazione: punzecchiatevi.

Non intendo di conficcarvi a vicenda con un attizzatoio o un forchettone da barbecue. Piuttosto cercate di spronare il partner ad aprirsi. Potrebbe essere un modo per condividere il disagio e la tristezza che provate, ma soprattutto per comunicare senza difesa e abbandonare il rancore.

Abbiamo appena osservato i famigerati quattro cavalieri dell’apocalisse (come li chiama Jhon Gottman nel suo libro “intelligenza emotiva per la coppia”). 

Se adesso vi state chiedendo cosa poter fare per affrontarli e riportare la pace, vi invito a leggere il prossimo articolo!

Cosa succede nella coppia quando qualcosa non funziona?

In questo excursus tra falsi miti, piccoli segreti sul benessere di coppia e sul gioco tra i partner, abbiamo assistito all’evolversi del significato di individualità e intreccio, di dialogo e scambio.

Con uno sguardo attento e curioso abbiamo osservato i movimenti che i nostri piccioncini fanno per diventare partner-complici-amici.

Fantastico. Praticamente si è parlato di ciò che va bene. Ma cosa succede quando qualcosa va storto? Ma soprattutto cosa si fa in queste situazioni?

Bene, prima elencare le possibili fantasmagoriche strategie e le loro potenzialità, proviamo ad immaginare una coppia ingolfata. Con delle concrete e reali difficoltà.

Giusto per complicarci la vita!

Adesso che il gioco si fa duro, si sa, i duri cominciano a giocare.

Suspence!

Ok, l’assassino è il maggiordomo, e la coppia non è statica. Questo lo abbiamo capito.

Tutto evolve nel tempo: i partner crescono, le esperienze aumentano, la comunicazione e la confidenza cambiano.

La coppia, nel costruire la propria identità, attraversa diverse fasi (così come noi abbiamo attraversato le nostre per arrivare qua …a leggere questo blog).

Tutto ciò coinvolge inevitabilmente i partner e i sentimenti in gioco. In questo caso la crisi, se c’è complicità e amicizia, si trasforma in crescita.

Ma se i partner non fossero in grado di coltivarle? Cosa accadrebbe se la coppia venisse pervasa da un senso di rigidità e pesantezza?

Generalmente ognuno di noi ha gli strumenti utili per superare i momenti di difficoltà. Spesso, però, questi possono venir meno.

Questo discorso vale tanto per i singoli individui quanto per la coppia.

Infatti, le strategie utilizzate dalla coppia per superare le difficoltà, possono essere inadeguate per nuove crisi.

Quindi, che si fa?

Uscite di casa, veloci! Correte in libreria a comprare un bel manuale su come viver bene in coppia. Oppure, comodamente da casa, seguite passo per passo un video tutorial.

Ovviamente scherzo, anche se comunque esistono svariati autori (alcuni più autorevoli di altri) e infinte soluzioni (alcune anche divertenti). Ma questa è un’altra storia.

Sicuramente, alla base di tutto, troviamo la motivazione dei singoli partner. Senza questa tutto sarebbe inutile.

Detto ciò, vediamo quali sono gli altri campanelli d’allarme oltre l’assenza di motivazione.

1) Critica

Nel lento sgretolarsi del benessere e dell’equilibrio, i partner tendono a sottolineare e criticare le differenze.

Un asprissimo cocktail di critiche sterili che sicuramente non aiutano a risanare gli animi.

Sappiamo che la coppia funzionale fa buon uso di queste divergenze. Tanto da usarle come valore aggiunto alla propria esperienza.

Evidentemente il problema non sta nella discussione, nell’arrabbiarsi (e ci mancherebbe) o nel non andare d’accordo. Quanto, piuttosto, che queste critiche siano circoscritte e rivolte all’altro per ciò che è e non per ciò che fa.

In breve la critica viene indirizzata generalmente al partner e non verso uno specifico particolare (ad esempio un comportamento o un’azione fatta).

Piccola osservazione: prima di porvi in maniera critica verso l’essenza stessa del vostro partner, provate a chiedervi cosa, nello specifico, vi irrita di lui/lei.

Siamo fatti di preferenze, limiti e aspettative: comunichiamole.

Volete rendere costruttiva una lite? Provate a discutere dello specifico torto, senza criticare nel complesso il vostro interlocutore.

2) Disprezzo

La relazione non è tutta rose e fiori. I partner-complici-amici delle rose sanno anche apprezzare le spine. Ciò non vuol dire che non si pungano ogni tanto, ma che nei momenti di forte difficoltà non inciampano in reazioni di disprezzo. In questi casi si sostiene e valorizza l’altro e la sua individualità, la sua differenza.

Nelle coppie meno armoniose, invece, con il disprezzo si tende ad umiliare l’altro (si spera “inconsciamente”), al fine di ridurne il senso di autostima.

Così come nella critica, anche il disprezzo impedisce qualsiasi forma di dialogo.

Piccola osservazione: spesso possiamo sentirci non amati o non desiderati come vorremmo, ma piuttosto che reagire con disprezzo o critica, abbandoniamo le ostilità e condividiamo queste sensazioni. Per quanto possa essere difficile.

Spesso, con l’idea di salvaguardare la relazione sentimentale, nascondiamo il rancore che deriva da situazioni irrisolte. Questo potrebbe insinuarsi nella coppia aumentando la critica e il disprezzo.

Avete presente la reazione che ottenete unendo Mentos e Coca-Cola? Ecco!

3) Difesa

Critica e disprezzo sono una pessima combinazione. Come la pizza con l’ananas o la carbonara con la pancetta.

Il gatto e la volpe della situazione, la cara critica e l’entusiasmante disprezzo, ci invitano ad assumere un atteggiamento difensivo. Il nostro paese dei balocchi avrà attrazioni limitanti, costrittive, solitarie, buie e silenziose.

In questo paese dei balocchi non possiamo fare quello che vogliamo ma, sentendoci tutt’altro che grandi e forti, ci trasformiamo comunque in asinelli (SPOILER!).

Nel nostro caso, i partner si ingabbiano da soli.

Quanta fretta ma dove corri?! A cercare la giustificazione!

Eh si, perché tra critica e disprezzo i nostri partner tenderanno giustificare i propri agiti. Pronti a mostrare che è tutto in regola e che le critiche dell’altro sono immotivate e immeritate.

Piccola osservazione: Un atteggiamento di auto-giutificazione, come per il tentativo di soffocare il rancore, non produce alcun effetto positivo. Ciascun partner diventa un’isola e smette di interagire emotivamente e sentimentalmente con l’altro. La nostra relazione comincia a vestirsi di un velo di giustificazione e non di spontaneità. Ci sentiremo sempre meno compresi, meno amati e meno desiderati.

4) Ostruzionismo

Indovinate un po’: cosa succede se mi sento criticato, disprezzato e indifeso?

Giusto, ci chiudiamo come un riccio. Ok, probabilmente non avete pensato a questo.

Può capitare che in queste situazioni uno dei due partner cerca di comunicare ma viene ignorato.

Cioè, in breve, zero feedback, zero opinioni, zero scambio, zero contributo.

L’ostruzionismo spesso viene utilizzato con l’obiettivo di evitare il terreno di battaglia ed uscire dal conflitto, ovvero il dialogo con il partner.

In pratica il ragionamento è tipo: “evito di dire la mia così non discutiamo”

Piccola osservazione: punzecchiatevi.

Non intendo di conficcarvi a vicenda con un attizzatoio o un forchettone da barbecue. Piuttosto cercate di spronare il partner ad aprirsi. Potrebbe essere un modo per condividere il disagio e la tristezza che provate, ma soprattutto per comunicare senza difesa e abbandonare il rancore.

Abbiamo appena osservato i famigerati quattro cavalieri dell’apocalisse (come li chiama Jhon Gottman nel suo libro “intelligenza emotiva per la coppia”).

Se adesso vi state chiedendo cosa poter fare per affrontarli e riportare la pace, vi invito a leggere il prossimo articolo!

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