la coppia i partner e lo psicologo

La coppia, i partner e lo psicologo

la coppia i partner e lo psicologo

Paesaggio desertico, il nulla assoluto se non il suono del vento. Viene inquadrato esclusivamente il protagonista, di spalle e da solo. Questa è una scena di un film, non ricordo bene quale, su un futuro distopico post apocalittico.

Ma cosa c’entra con la coppia in crisi?

Abbiamo già detto che, generalmente, ognuno di noi ha gli strumenti utili per superare le difficoltà ma che, purtroppo, questi maledetti possono anche venir meno.

Proviamo a immaginare la nostra coppia, incrinata e affaticata, alla ricerca di un equilibrio.

Le nuove sfide sembrano stuzzicare in noi un vago senso di inadeguatezza e incapacità.

I partner sembrano essere alla deriva. Dopo averle provate tutte, a fine giornata, tirano le somme dei loro fallimenti, dei loro insuccessi e dei loro silenzi.

La nostalgia dei vecchi tempi, quando si scherzava a raccogliere ortiche, ci lascia con l’amaro in bocca. Si parla a suon di sospiri. Ci si sente talmente distanti che è anche inutile discutere. Si sta in silenzio.

Come il protagonista della scena sopra accennata, ci ritroviamo costretti a dover fare i conti con le nostre angosce e paure. Ci troviamo in un contesto nuovo, non voluto, né programmato.

Che si fa?

I partner, nel tentativo di riportare quella fresca ventata di benessere nella loro relazione, possono anche sentire la necessità di un aiuto esterno.

Dopo l’ennesimo sforzo di riavvicinamento, negoziano la possibilità di rivolgersi ad uno psicologo (una strana figura mitologica che, narra la leggenda, sia capace di risolvere tutti i nostri mali con la sola lettura del pensiero).

I partner, nella loro routine quotidiana fatta di fraintendimenti ed emozioni contrastanti, rivendicano un bisogno di cambiamento.

Che siano alla ricerca di risposte o di nuove strategie, il percorso di coppia può sostenere e aiutare i partner a comprendere le reali esigenze da un punto di vista individuale e di coppia.

Ma in cosa consiste questa scelta?

Una decisione del genere, oltre che essere frutto di un incontro tra i partner, possiamo vederla come una sorta di contenitore.

A suo interno infatti possiamo individuare uno shaker di aspettative, pregiudizi, angosce, sensi di colpa, presunzioni, desideri, e così via. Chi più ne ha, più ne metta.

Per questo motivo è importante che i partner e il loro nuovo psicoamico, dentro la “stanza dei giochi”, esplorino e rielaborino ogni aspettativa e motivazione.

In che senso?

Il fatto in sé che, spesso, il percorso di coppia può essere vissuto dai partner come l’ultima spiaggia, evidenzia l’importanza di osservare bene la motivazione alla base di tale scelta.

Esistono molti contributi filmici in merito alla coppia in terapia. Per quanto alcuni di questi siano decisamente esilaranti spesso, però, offrono una visione relativamente distorta o parziale di tale percorso.

L’intervento con la coppia, tra i suoi numerosi obiettivi e gli svariati strumenti, è un’esperienza che coinvolge diversi aspetti dei singoli partner e della coppia.

Ma proviamo ad osservare quali possono essere le diverse tematiche relative al percorso di coppia.

1) La stanza dello spirito e del tempo

Strappo un sorriso agli appassionati dell’opera di Akira Toriyama. Per chi non la conosce può immaginare uno spazio vuoto, totalmente bianco, con un solo edificio che funge da abitazione e accesso. La particolarità di questa stanza sta nella contrapposizione con l’esterno. Infatti al suo interno, oltre ad esserci una gravità dieci volte maggiore a quella esterna, il tempo passa molto più lentamente (un anno dentro la stanza equivale ad un giorno al suo esterno).

Si, ma cosa c’entra con la coppia?

I partner, in un certo senso, si trovano all’interno di una “palestra” in cui poter sperimentare le diverse sfaccettature dello stare insieme, cercando di argomentarle, strutturarle, scomporle e definirle con il contributo dello psicologo.

Piccola osservazione: in questo spazio, i partner si concedono il lusso di poter dar voce alle proprie voci. Pertanto, approfittate del professionista e provate a sbilanciarvi. Siate curiosi e descrivetevi come se ancora non vi conosceste.

Anche qui, ci sono diversi punti da definire, sopratutto in merito allo psicologo, il suo orientamento, i suoi strumenti, ecc. Ma questa, cari partner, è un’altra storia.

2) Panacea di tutti i mali

Chiamatele aspettative, fantasie, pregiudizi o film mentali. Poco importa.

Quando i partner giungono in studio hanno un’idea tutta loro di come andrà a finire.

Bisogna evidenziare, però, che il percorso di coppia, nel tentare di risolvere la problematica, solleva alcuni quesiti.

Questo significa che, se opportunamente gestita, può trasformarsi in un ottimo terreno di prova per approfondire diverse tematiche. Le stesse che, altrimenti, eviteremo rischiando di aumentare distanza e rancore tra i partner.

Piccola osservazione: la terapia di coppia, come avrete capito, non si pone esclusivamente l’obiettivo di risolvere la crisi. Bensì quello di creare un ambiente in cui poter stimolare una critica costruttiva su di sé, sul partner, e sulla propria percezione di benessere e idea di coppia.

3) Uniti per sempre

Probabilmente il motivo che vi spinge dallo psicologo, con la vostra dolce/amara metà è sollecitato dal bisogno metter fine a questa battaglia.

L’idea che la nostra relazione possa volgere al termine ci spaventa. E perché no, può anche richiamare in noi sensazioni di fallimento, inutilità e incapacità.

Da qui è opportuno precisare che questo investimento è soprattutto rivolto a sé stessi. Infatti, i singoli partner devono impegnarsi al fine di poter trarre, prima di tutto, un giovamento individuale.

Piccola osservazione: abbiamo parlato di motivazione, e prima ancora di incastro, di equilibrio e dialogo. Un percorso di coppia non serve esclusivamente a risolvere i conflitti e stare vicini come un tempo. Infatti può anche incentrarsi sulla separazione e sulla sua elaborazione, o sull’accogliere la scelta di interruzione da parte del partner, o sulle dinamiche che legano i partner.

Fiato alle trombe. Cosa si fa in un percorso dedicato alla coppia?

Prima di tutto cerchiamo di considerare questo contesto come una sorta di opera d’arte astratta, fatta di forme e colori differenti, ma dal perfetto incastro. Quasi armoniosa, oserei dire.

I motivi che spingono i partner a rivolgersi ad uno psicologo posso essere infiniti. Possiamo infatti incontrare: problemi di comunicazione, o tematiche inerenti la separazione e divorzio; non mancano i conflitti sull’educazione dei figli o quelli culturali; le problematiche legate alla sessualità o quelle riferite alla dipendenza affettiva.

In pratica, la scelta è varia.

Così come per le motivazioni, troviamo, nel nostro percorso di coppia, diversi obiettivi. Ad esempio ci si può indirizzare sull’educazione di strategie comunicative, o sull’incrementare la stima vero sé stessi o verso il partner, oppure identificare e gestire adeguatamente le proprie emozioni, aumentare la consapevolezza, ecc.

Anche qui, ce n’é per tutti i gusti.

Si deve precisare, però, che il cliente in un percorso congiunto non è solo la coppia. Infatti nell’osservare le diverse dinamiche, non si deve mai perdere il focus sui singoli partner. Gli strumenti utilizzati dal professionista possono essere numerosi e possono dipendere dalla sua soggettività, dal suo orientamento e da tanti altri fattori.

Ma quali sono questi diversi strumenti utilizzati?

Ovviamente, questa è un’altra storia. Giusto per non perdere il vizio!

Alla prossima.

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