come aprire la partita iva

La Partita Iva e le avventure del giovane psicologo

come aprire la partita iva

Le avventure del giovane psicologo cominciano da dove tutto si è concluso.

Trovarsi ancora una volta sui libri, manuali, appunti, riassunti triti e ritriti, per creare un qualcosa che possa farti chiudere in bellezza questi 5 anni (minimo) di università? Fatto!

Affrontare le mille peripezie di un tirocinio professionalizzante? Fatto!

Studiare (ancora) e superare tutte le prove dell’esame di stato sentendosi come in Ninjia Warrior? Fatto!

Stare nuovamente davanti ad uno schermo, incerti e impauriti come se dovesse esplodere l’intero universo per un click sbagliato, quindi chiamare qualche collega poco più avanti di te e chiedere come e cosa ha fatto per iscriversi all’Albo, le tasse da pagare, le scadenze? Fatto!

Svolgere attività di volontariato per mettere in pratica le proprie conoscenze (oltre quelle approfondite nel tirocinio) e sentirsi utili e responsabili? Fatto!

Diventare membro di un’associazione per entrare in contatto con professionisti e scambiare informazioni, curiosità e dritte (e un po’ per sentirti importanti)? Fatto!

E adesso?

Niente, anzi, complimenti: sei uno psicologo. Sei libero. Vai e fai ciò per cui hai studiato.

Corri!

Ok, andiamo per gradi. Non farti prendere dal panico. Se non sai da dove cominciare, non temere, vediamo di mettere in ordine un paio di concetti.

Prima di tutto ci sono dei passaggi obbligatori, soprattutto se cerchi di muovere i primi passi nella libera professione.

Dopo una laurea, un tirocinio, un esame di stato, l’abilitazione, un’iscrizione all’Ordine degli psicologi della tua regione e l’attivazione di una PEC, ti tocca, fondamentalmente, aprire la partita iva (P.Iva), assicurarti e iscriverti all’ENPAP (ma questa è un’altra storia).

La partita iva è un passaggio della libera professione delicato e obbligatorio. Per tutte le libere professioni, in un certo senso.

Vediamola cosi:

La partita iva è un passo di una certa importanza che richiama in sé aspetti ben più vasti. Per rendere chiare le idee facciamo un parallelismo: la partita iva per un professionista è come il codice fiscale che ogni italiano riceve a poche ore dalla nascita.

Simili, quindi, se non nella loro assegnazione.

Nello specifico, il codice fiscale viene assegnato a tutte le persone “d’ufficio”; la Partita Iva, invece, viene assegnata solo su richiesta dell’interessato.

E, continuando con questo paragone, se il Codice Fiscale serve ad identificare la persona, la Partita Iva identifica il soggetto (professionista) e l’attività economica che svolge abitualmente.

Adesso, in questa sede, vediamo di considerare l’intero contesto in cui si trova catapultato il giovane psicologo, un neo-professionista che muove i primi passi nella libera professione. Parliamo, in concreto, di possibili detrazioni delle spese professionali, pagamento dei contributi previdenziali e (ovviamente) il calcolo delle tasse.

In breve l’apertura della partita iva non si limita solo ad ottenere un codice numerico ma va’ ben oltre.

Per questo motivo, adesso, cerchiamo di argomentare, con Gabriele Falsaperla, il fantastico mondo della partita iva, della fatturazione delle detrazioni e delle spese deducibili, dove poter reperire informazioni e come muoversi.

Cominciamo, per così dire, dall’inizio: l’apertura.

Se sei un temerario, un esperto, affamato di nuove esperienze, o un seguace del “chi fa da se fa per tre”, l’apertura della partita Iva non sarà assolutamente un problema: entri all’Agenzia delle Entrate competente per territorio, leggi e compili i moduli che ti forniranno, metti qualche firma, qualche fotocopia, ringrazi, saluti ed esci con il tuo certificato di partita iva in mano.

Invece se sei una persona che preferisce affidarsi ad un professionista, ovvero mettersi nelle mani di qualcuno che sa come muoversi in terreni da te finora inesplorati, le vie possono essere due: CAF o un professionista del settore (un commercialista o un altro “intermediario abilitato”).

Ad esempio, io, dietro consiglio di un’amica, mi sono mosso verso quest’ultima opzione. Per fortuna.

La relazione con un commercialista è un rapporto 1:1 (uno a uno), in cui il contatto diretto (e di fiducia) permette di analizzare con calma e attenzione ogni particolare, ogni curiosità e ogni minimo dubbio.

In ogni caso, per ogni quesito o timore, se hai qualche incertezza in merito sappi che puoi reperire utili informazioni sia presso l’Ordine degli Psicologi, sia all’Agenzia delle Entrate.

Ma in cosa consiste la partita iva? A cosa serve?

L’operazione di “apertura di partita iva” consiste nella richiesta (formale e istituzionalizzata) di un codice identificato (appunto la P.Iva) che identifichi (su tutto il territorio nazionale e internazionale) un soggetto economico.

Ma chi è questo “soggetto economico”? In breve, con questo termine possiamo riferirci ad una persona fisica (il professionista) o una società (ad esempio una cooperativa).

Inoltre, utilizzando il paragone precedente con il codice fiscale, anche in questo caso, ogni soggetto economico può avere una sola Partita Iva attiva per volta.

Nel nostro caso, ogni psicologo può avere un’unica e sola partita iva.

Ma se svolgo diverse attività lavorative?

Come sopra.

Ogni professionista potrà avere una sola partita indipendentemente dal numero di attività lavorative svolte.

Poniamo l’esempio del nostro collega “giovane psicologo” che fornisce consulenze alle aziende e contemporaneamente incontra i suoi clienti/pazienti in studio privato oltre che svolgere delle attività di professionali in qualità di collaboratore esterno presso una struttura.

In questo caso, nonostante la forma delle differenti attività svolte dal medesimo professionista, la partita iva sarà, e rimarrà, unica e sola.

Ora che abbiamo la partita iva, come cominciare a lavorare?

Un passo importante da fare dovrà essere valutare con il proprio commercialista i costi fissi e le proiezioni (speranze) di incasso.

Solo successivamente a questa operazione si potrà scegliere il regime fiscale da adottare: Ordinario o Agevolato.

Ma questa è un’altra storia. Ne parleremo, con il mio fiscalista, nel prossimo spazio dedicato.

Se intanto ci sono dubbi e curiosità, contattateci.

https://www.linkedin.com/in/gabriele-falsaperla-17219827/

Dott. Gabriele Falsaperla

Maildott.falsaperla@gmail.com

Studio D’Antone Diolosà Falsaperla
Avvocati e Fiscalisti

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