La fattura psicologo libero professionista

La fattura. Una nuova avventura per il nostro giovane Psicologo

La fattura psicologo libero professionista

Cominciamo così, senza troppi giri di parole.

Finalmente il nostro giovane psicologo potrà avere il piacere di staccare/stampare la sua prima fattura.

L’abbiamo visto percorrere caverne buie, marciare su sentieri avversi e fronteggiare strani e terrificanti esseri.

Noi, insieme a lui, abbiamo fatto molta strada.

Abbiamo sudato sui libri, svolto ore di tirocinio, ristudiato sui libri, sostenuto un esame di stato. Per poi cominciare a muovere i nostri primi passi, sbilanciarci, investire e, in certi casi, osare. Ci siamo ritrovati lì a chiederci se è nato prima l’uovo o la gallina: prima prendo uno studio e poi cerco clienti o prima i trovo clienti e poi cerco lo studio?

Da qui arriva l’apertura della partita iva, la nostra identità professionale, e di conseguenza i tanto temuti due conti in tasca, tra aspettative e realtà, e quindi la scelta del nostro regime fiscale.

Adesso, finalmente, possiamo cominciare a raccogliere i nostri frutti. Dopo le diverse peripezie, possiamo letteralmente mettere tutto nero su bianco. Possiamo gloriosamente emettere la nostra bellissima fattura, accompagnandoci da un sonante “Ecco, questa è sua. La conservi!

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Aspettate un attimo. Fate rewind e stoppate sulla fattura. Sapete cosa scrivere sul documento? Vi siete mai chiesti quali sono gli elementi da inserire?

Bene. Anche questa volta, andiamo per gradi.

Nell’ultimo episodio abbiamo visto il nostro giovane professionista in veste di Indiana Jones de’ noantri che, tra un antico enigma e un nemico dalle dubbie origini, cerca di realizzarsi come psicologo.

Questa volta cambiamo veste. Avete presente Panoramix di Asterix e Obelix? Bene, come il sapiente e accorto druido, il giovane psicologo dovrà saper miscelare i giusti ingredienti utili per creare la pozione perfetta.

Cominciamo col dire che esistono diversi modi per emettere la fattura:

1) Blocchetto delle fatture:

Andate su Amazon, Buffetti, o vari ipermercati, e acquistate un blocchetto per fatture. Semplice. Il costo, in media, non dovrebbe superare i 4,00€.

La comodità del blocchetto è che è già tutto lì. Dovrete solo inserire a mano, volta per volta, i dati richiesti e compilare la tabella. Fantastico.

Inoltre, piccolo appunto, se avete optato per il regime forfettario, esistono i blocchetti già predisposti per tale regime fiscale.

2) Digitale/stampata:

Questa opzione, ben più comoda, è la risposta ad alcuni quesiti di stampo pratico: perché devo compilare manualmente, per ogni paziente, una nuova fattura? Perché devo sprecare carta? Perché non posso inviare per mail un documento personalizzato? Come faccio a facilitare produzione e tracciabilità?

Ecco, in questo caso, il documento fiscale che andremo a rilasciare potrà far felici molti di noi, dai più ecologisti, ai più oziosi, passando per i creativi.

3) Elettronica:

Questa fattura è un mondo a parte.

Dal 1 Gennaio 2019, la fattura elettronica è diventata obbligatoria per quei professionisti in regime ordinario e con reddito superiore ai 65.000 €/anno.

Per una questione di privacy, però questo tipo di fattura non è stato applicato alle prestazioni sanitarie che rientrano nel fantomatico Sistema Tessera Sanitaria (se vi state chiedendo cosa è questa cosa, sappiate che è un’altra storia).

In breve, teoricamente, il nostro caro e giovane psicologo dovrà utilizzare la fattura elettronica solo per quelle prestazioni che non devono essere inserite nel Sistema Tessera Sanitaria. Ad esempio per eventuali collaborazioni con strutture sanitarie, consulenze, perizie, ecc.

Detto ciò, cari delfini curiosi, vediamo di entrare nel clou dell’azione.

Cosa va inserito nella nostra fattura?

Prima di tutto dobbiamo prestare molta attenzione perché stiamo parlando di un documento importante, soprattutto se il nostro cliente vuole detrarre la spesa sostenuta.

Vediamo di argomentare, passo per passo, ogni dato che andremo a porre nel nostro documento.

1) Chi presta il servizio?

Persone oltre le cose.

Dietro quel foglio c’è il lavoro di un professionista, una persona, il nostro giovane psicologo.

Abbiamo visto il nostro caro libero professionista aprire una partita iva, dopo aver ottenuto titolo e abilitazione. Bene, è arrivato il momento di scriverli e porli in intestazione.

Quindi, in breve, dobbiamo identificare il professionista che sta offrendo il servizio ponendo i seguenti dati:

Nome e cognome;

Codice Fiscale e Partita iva;

Titolo,

Ordine Regionale d’appartenenza e numero di iscrizione;

Indirizzi vari.

2) A chi?

Un percorso psicologico, che sia consulenza, supporto o psicoterapia, prevede l’esistenza di almeno due parti. Due persone. Per quanto possa essere divertente vedere il nostro giovane psicologo, davanti lo specchio, porsi delle domande e darsi delle risposte come se fosse un ospite di Marzullo, per presentarsi un servizio deve esserci un paziente.

Quindi, che esso sia un individuo singolo, una coppia, una famiglia devono essere inseriti in fattura i dati del nostro cliente.

Vediamo insieme quali dati vanno inseriti:

Nome e Cognome;

Indirizzo di residenza;

Codice Fiscale (importantissimo ai fini di registrazione e trasmissione della spesa al sistema tessera sanitaria)

Ovviamente, per chi non lo sapesse, se il cliente preso in carico è un minore, in fattura andrà riportato l’insieme di dati di uno dei genitori/tutore.

La domanda qua arriva di getto: come facciamo se si presenta da noi un adolescente all’insaputa dei genitori? Carissime/i questa, ahimè, è un’altra storia!

3) …A che punto siamo?

Si augura che il nostro giovane psicologo, dopo la prima fattura, ne emetta altre. Ognuna di queste dovrà riportare un numero progressivo e una data.

In che senso? Per quanto possa sembrare un’ovvietà, la data e il numero progressivo sono importanti poiché servono a tener traccia e ordine dei documenti emessi.

4) Cos’è successo?

Come avrete ormai capito, dobbiamo tenere traccia di tutto, del professionista che presta il servizio ed emette il documento, della data in cui è stato emesso quest’ultimo e del cliente che riceve il servizio.

Adesso, praticamente, abbiamo un professionista, un cliente e una data. Ma cosa si è fatto?

Indovinate un po’. Adesso, il nostro giovane psicologo dovrà specificare in fattura il motivo dell’incontro.

Ma in cosa consiste questa descrizione? Bene, cerchiamo di elencare alcuni dati da inserire:

Descrizione del servizio (colloquio, consulenza, psicoterapia, valutazione, ecc)

Numero colloqui (se la fattura è complessiva di più incontri)

5) Alt! Chi siete? Cosa portate? Si, ma quanti siete? … un fiorino!

Quanti dettagli.

Quando giunge un cliente, sin dal primo incontro, si definiscono i termini del rapporto. Parliamo di un vero e proprio contratto. All’interno di questo documento troveremo i termini del rapporto professionale. Tra tanti dettagli, il nostro giovane psicologo, dovrà porre il costo dell’incontro.

Questa, purtroppo, non è la sede per approfondire questo argomento (ma ne avremo modo). Se intanto siete interessati ai documenti prestampati provate a fare un salto sul sito del CNOP.

In breve, dopo aver descritto la prestazione in fattura, dobbiamo anche indicarne il costo (ovviamente lo stesso riportato sul nostro contratto).

Le modalità di calcolo della tariffa sono diverse. Ad esempio “consulenza a prezzo fisso”, “compenso orario”, e così via. Inoltre possiamo anche indicare eventuali somme addebitate al cliente a titolo di rimborso spese.

Ma quali possono essere i dati basilari da inserire:

Importo totale dovuto;

Addebito del contributo assistenziale previdenziale (per i comuni mortali “ENPAP”). In questo caso dobbiamo calcolare il 2%

Imposta di bollo (solo il totale della fattura supera i 77,47€ dobbiamo porre una marca da bollo di 2,00€ o optare per il pagamento ad Agenzia delle entrate direttamente con modello F24)

Iva in addebito (da non porre per i professionisti in regime fiscale forfettario e comunque per qualsiasi tipologia di prestazione sanitaria);

Arrivato a questo punto, il nostro giovane psicologo, dovrà scegliere se, in sede di fattura, porre come Totale Dovuto, la somma delle diverse voci o se inserirle nel costo del servizio.

Mi spiego meglio.

Ipotizzando un compenso di 80€, il nostro giovane psicologo può emettere una fattura di 80€ complessivi, inclusi i 2,00€ di marca da bollo (avendo superato i 77,47€) e 1,56 (ovvero il 2% dedicato all’ENPAP). In questo, riferendosi al servizio effettuato, il nostro carissimo psicologo dovrà porre il costo di 76,44€.

L’altra opzione è di porre il costo del servizio (80,00€) + il contributo ENPAP (1,60€) + la marca da bollo (2,00€). In questo secondo caso il nostro giovanotto dovrà emettere una fattura pari a 83,60€.

6) Sale, cammelli e caramelle

Dopo aver definito l’importo del servizio offerto dobbiamo definire in fattura la modalità di pagamento.

Più precisamente, come accennato diverse volte, per poter detrarre la spesa, questa deve essere effettuata attraverso un circuito tracciabile.

Nella nostra fattura, pertanto, porremo delle voci in merito. Ad esempio: “contanti, assegno, bonifico, Pos, ecc…” oppure, per i minimalisti “Tracciabile e Non Tracciabile”. 

Mettendo questo dato, una volta davanti al portale del Sistema Tessera Sanitaria, avrete la vita (un po’) più facilitata.

7) Bond, James Bond

Altro dato che potremmo porre in sede di fattura riguarda la disponibilità del paziente a fornire, o meno, i propri dati al sistema tessera sanitaria.

Questo, come l’ammontare dell’onorario, deve essere ricompreso tra i documenti letti e firmati in sede di primo colloquio.

Pertanto, quello che il nostro giovane psicologo potrà porre in fattura potrebbe essere un richiamo a tale scelta. Ad esempio definire che “si oppone alla trasmissione dati al sistema TS”.

Per tale motivo, come in precedenza, un’informazione del genere in fattura ci semplifica l’inserimento dei dati al Sistema Tessera Sanitara.

Detto ciò, se siete più confusi che persuasi e volete avere maggiori informazioni a riguardo o ottenere la bozza di una fattura, non esitate a contattarci!

Alla prossima avventura!

https://www.linkedin.com/in/gabriele-falsaperla-17219827/

Dott. Gabriele Falsaperla

Maildott.falsaperla@gmail.com

Studio D’Antone Diolosà Falsaperla
Avvocati e Fiscalisti

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